La respirazione è un processo spontaneo, cioè avviene senza che la nostra coscienza intervenga. Iniziamo a respirare quando veniamo al mondo e finché respiriamo c’è vita. Seppur sia un azione, spontanea e automatica, che ci accompagna in ogni momento, raramente porgiamo l’attenzione al nostro respiro. Anzi ci dimentichiamo completamente di questo importantissimo mezzo di consapevolezza. E quindi non rivolgendo quasi mai l’attenzione a come respiriamo, si cade nell’errore di credere che la respirazione non possa portare benefici al proprio benessere. Respirare correttamente può cambiare il nostro modo di vivere.

respirare correttamente: i benefici

I benefici di una respirazione corretta sono tantissimi. Gli studi parlano chiaramente di quanto siano connessi qualità del respiro e benessere psico-fisico. Quando respiriamo bene e in modo corretto, ovvero spostando la sfera sulla parte parasimpatica (di cui vi parlerò in seguito) possiamo sperimentare diversi benefici, quali: 

  • riduzione di situazioni stressogene e/ o di discomfort;
  • gestione equilibrata delle emozioni come rabbia e paura;
  • miglior ossigenazione delle cellule del corpo;
  • aumento dell’energia vitale;
  • eliminazione più efficace delle scorie e tossine dall’organismo;
  • miglior circolazione sanguigna;
  • miglioramento della qualità del sonno.

Questi sono solo alcuni dei benefici più evidenti che derivano dall’imparare a respirare correttamente.

La domanda che potreste sorgervi ora è:

“ma scusa se il respiro è un’azione spontanea, come posso respirare male?”

Quando veniamo al mondo respiriamo in maniera completa e corretta. Se osservate un bambino respirare il volume del suo addome e del torace aumenta nella fase dell’inspirazione e diminuisce quando espira. È una respirazione che avviene in modo profondo e ampio, e che permette quindi di portare nutrimento ad ogni parte del corpo.

 Cosa succede quando cresciamo?

Il nostro stato psico-emozionale condiziona la fisiologia del nostro organismo e viceversa. Cosa significa? Significa che quando proviamo delle emozioni, soprattutto quelle considerate “negative”, queste si ripercuotono e condizionano il nostro modo di respirare. Andando a limitare la nostra capacità respiratoria e variando la qualità di ogni respiro. Per semplificare la cosa, tendiamo a respirare velocemente nella parte alta del corpo, senza utilizzare il diaframma.

Perché quando siamo stressati o preoccupati il respiro cambia?

Quando viviamo un momento di forte tensione emotiva o psicofisica, le emozioni ci sopraffanno, e nel nostro organismo si attiva il sistema nervoso simpatico. Il sistema nervoso simpatico è una parte del sistema nervoso vegetativo (SNV), ed è chiamato anche fight or flight, ovvero di attacco o fuga. Che la causa di paura o stress sia concreta come un pericolo imminente, o generata da meccanismi mentali che anticipano ipotetiche situazioni che potrebbero verificarsi, questo sistema si attiva in ugual modo. 

Ma quali sono le conseguenze dell’attivazione del sistema nervoso simpatico?

  • Si innesca la secrezione di adrenalina e noradrenalina nel sangue, mediante le reni: questo perché abbiamo bisogno di più energia per poter reagire alla situazione e quindi viene richiesto al fegato di fornire più glucosio;
  • Aumentano i battiti cardiaci: in modo da fornire più ossigeno. nutrienti al corpo e ai muscoli;
  • Si attiva la broncodilatazione: richiediamo più ossigeno e i polmoni lavorano di più;
  • Tutte le attività secondarie vengono rallentate, tra queste la digestione. 

Il sistema nervoso simpatico è una parte del sistema nervoso vegetativo, come visto prima, l’altra parte è il sistema nervoso parasimpatico, chiamato “rest and digest”. Questa parte del nostro organismo entra infatti in gioco dopo uno sforzo o una situazione stressante andando a ripristinare la calma, rilassando i polmoni e riducendo il battito cardiaco. Questo sistema ci aiuta quindi a passare da uno stato di allerta a uno stato di quiete mentale e fisica. Durante questo stato di calma è possibile facilitare alcuni processi quali: l’eliminazione delle scorie, il ripristino delle scorte nei tessuti e negli organi e il riposo per rigenerare sia i muscoli che le cellule.

Come possiamo rilassare il corpo e la mente attraverso il respiro?

Attraverso la presa di consapevolezza del respiro, di come stiamo respirando nel qui e ora, e modificandolo possiamo innescare una risposta da parte del sistema parasimpatico. Respirare correttamente ci insegna ad allungare i tempi dell’espirazione e quindi a calmare il corpo. In una situazione stressogena, se ci accorgiamo che stiamo respirando in maniera affannata, potremo agire riportando la calma in un momento in cui tutto l’organismo sarebbe invece pronto a una reazione di attacco o fuga. Respirando in maniera più profonda, allungando i tempi dell’espirazione inizieremo a placare un’eventuale iperattività del cervello. Questo può essere molto utile nel momento in cui ci accorgiamo che il pericolo deriva soprattutto da oscillazioni mentali, da una preoccupazione molto forte, come quella che stiamo vivendo in questo momento storico.

Andando a eseguire una respirazione yogica completa, che vada a utilizzare il diaframma e spostando la respirazione dalla parte alta del corpo (zona toracica), anche nella zona addominale, inizieremo ad inviare ai nostri centri cerebrali il segnale che possiamo rilassarci.

Il respiro è una delle porte di accesso alla consapevolezza, per poter controllare l’iper-attivazione mentale e gestire lo stress e le emozioni.

Scopri all’interno di questo video come eseguire una restrizione completa e corretta.

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