Il mondo del neonato e del lattante è qualcosa di affasciante. Per compiere un’evoluzione che il genere umano ha conquistato in milioni di anni, il piccolo umano ci mette 12 mesi.

Partiamo da un dato di fatto: quando un bambino nasce la sua vita cambia radicalmente e bruscamente. Il feto vive in una realtà acquatica e protetta, priva di forza di gravità, a stretta dipendenza e contatto con la madre. Con il parto, inizia un percorso di conquista e costruzione dell’autonomia per il neonato.

Dover respirare da solo, con i suoi polmoncini, e non più ricevendo ossigeno dal sangue materno tramite il cordone ombelicale. Nutrirsi tramite suzione. Digerire ed espellere le feci. Questo processo di acquisizione e strutturazione delle autonomie riguarda anche la sua capacità di muoversi nello spazio contrastando la forza di gravità, per raggiungere degli obiettivi sempre più audaci.

Il bebè appena nato è inerte ovvero subisce totalmente la forza di gravità; a pancia in su si dimena con movimenti disordinati e rapidi di braccia e gambe. Come se non trovasse mai una posizione comoda, in cui si sente sicuro e in equilibrio. A pancia in giù sembra completamente schiacciato dalla forza di gravità, abbandonato al piano d’appoggio con braccia a candelabro e gambe a ranocchietta.

In supporto alle diverse esigenze del neonato il genitore ha un ruolo cruciale. Al bisogno di nutrirsi risponde dapprima allattandolo e poi svezzandolo. In risposta al bisogno di riposare lo accompagna nell’addormentamento. Quando è sporco lo pulisce, quando ha caldo lo sveste. Quando il pianto chiama “coccole” lo accoglie tra le sue braccia e lo riempie d’amore.

Ma come fare per supportarlo nell’affascinate e importantissimo percorso motorio che lo porterà dall’essere un neonato inerte a diventare un bimbo in grado di rotolare, strisciare, gattonare ed infine alzarsi in piedi e camminare da solo?

Il ruolo fondamentale a sostegno di questo percorso, affinché sia il più fisiologico possibile e rispettoso dei tempi di sviluppo del bambino, è sempre nelle mani del genitore e dei caregivers e parte dal giorno zero, attraverso la semplice gestione quotidiana del neonato; dal modo in cui gli si cambia il pannolino, dalle manovre per vestirlo e svestirlo, da come viene sollevato e adagiato e in quali posizioni viene tenuto durante il giorno, da come lo si dovrebbe tenere braccio per rispettare le sue strutture.
Di questa “buona gestione” se ne parla ancora troppo poco; non la si considera, dando per scontato che un neogenitore “sappia come deve fare”.

Ciò forse avveniva in passato, nelle “realtà villaggio”, in cui la mamma aveva visto prima la sorella diventare madre, la zia e aveva imparato i famosi “i trucchi della nonna”, aveva già sviluppato l’abilità di interpretare i bisogni di un neonato e la manualità base per saperlo gestire nel cambio, nel fargli il bagnetto, nel nutrirlo, nell’accudirlo in generale.

Oggigiorno il panorama sociale è cambiato radicalmente e raramente un neogenitore vanta esperienze pregresse prolungate e approfondite con un nuovo arrivato.
Ecco perché affidarsi a qualcuno di esperto (per avere qualche dritta in più sulla buona gestione quotidiana del bebè) è fondamentale. Ciò instaurerà e alimenterà un circolo virtuoso di fiducia reciproca.
Il genitore impara ad avere fiducia in sé, nella sua capacità di supporto al bisogno del bambino e nelle capacità del bambino stesso e quest’ultimo svilupperà fiducia nel genitore e di conseguenza in sé stesso e nelle sue capacità, condizione base per un armonioso sviluppo neuropsicomotorio.

Articolo a cura di Giulia Aldeni – Fisioterapista 

Webinar sullo sviluppo neuropsicomotorio dei lattanti

Ogni settimana ricevo tantissime domande, riguardo la gestione di Rebecca, il tummy time, il suo iniziare a gattonare e sullo svezzamento. Dato il supporto prezioso che l’accompagnamento di Giulia, ha fornito a me e alla mia famiglia, nel sostenere e supportare lo sviluppo di Rebecca, abbiamo deciso di organizzare un webinar dedicato a genitori, nonni, caregivers e chiunque voglia approfondire questo tema. 

QUANDO: Venerdi 23 Luglio ore 10:00

DOVE: su Zoom

DURATA: 2 ore

Quali temi affronteremo?

Abbiamo scelto di trattare da vicino temi inerenti al quinto-sesto mese del lattante. Ma ovviamente questi temi possono essere importanti per chi ancora ha un bambino più piccolo o per chi ha superato queste fasi, ma vuole approfondire e comprendere come poter migliorare la gestione diurna o dei pasti.

Ecco i temi principali che tratteremo:

  • Tempi indicativi delle tappe di sviluppo (nel primo anno);
  • Come iniziare lo svezzamento senza “bruciare le tappe” (come capire se il bambino è pronto, le caratteristiche del seggiolone, la postura corretta, l’importanza a livello di sviluppo oro-facciale di masticare da subito e di usare il bicchiere);
  • Come supportarle in modo fisiologico, in particolare posizione seduta (non va allenata e, se il bambino non sa mettercisi da solo, va usata solo per necessità)
  • Perché è importante rispettare le tappe? (sviluppo fisiologico della struttura, ma anche costruzione dello schema “tentativo-errore” e quindi del problem solving)
  • Come coinvolgere i caregivers e indicargli la strada migliore;
  • La mia testimonianza come neo-mamma;

Info, costi e iscrizione

Il webinar è a numero chiuso, la durata sarà di due ore e verrà svolto su Zoom in diretta. Per ricevere informazioni su costi, eventuali domande e potersi iscrivere mandare una mail a: sviluppo.neuropsicomotorio@gmail.com

In attesa di incontrarci online, per questa nuova occasione di condivisione e consapevolezza

Un abbraccio pieno di luce

Bea

Weekend di yoga al femminile, 11-13 Giugno al Borgo Zen