Vi siete mai chiesti quanto a lungo si possa correre senza fermarsi? Il trail e l’ultratrail rispondono a questa domanda.

Quasi tutti voi almeno una volta nella vita avrete visto Forrest Gump. Alla fine del film, il protagonista inizia a correre senza sosta, inesorabile e sembra trovare in quel gesto ritmico e ripetitivo la pace che gli mancava.

Eppure c’è chi queste corse, lunghe anche centinaia di chilometri, le prepara e le affronta durante le varie stagioni. Fino a qualche mese fa non conoscevo il mondo del trail running, ne quello dell’ultratrail. Sapevo che esisteva una disciplina FIDAL chiamata corsa in montagna ed ero convinta che questo fosse il limite della fatica per chi corre. Poi ho conosciuto lui: Riccardo. Così un po’ per caso, ci siamo trovati in un weekend di inizio Aprile a frequentare un corso, che ci ha fatti diventare istruttori di mindfulrunning.
“Io corro, faccio i 400 ostacoli..”
“Anche io corro..”
“Ah sì? E quale distanza..?”
“Mah.. Dipende dai 70 ai 120 chilometri di ultratrail nella natura”.

Sbam.
Così sono approdata al mondo del Trail Running, inesperta e curiosa ho voluto saperne sempre di più. Così ho deciso di scrivere questo articolo per spiegare il trail, a tutti quelli che come me ai tempi non sanno, che si può correre senza sosta lungo terreni eterogenei immersi nell’aria pulita, guardando invece che il cemento o i monumenti, le montagne, gli alberi, la terra e il fango.

Trail dall’inglese cammino o sentiero, sta ad indicare una disciplina della corsa a piedi in cui ci si muove su percorsi dalla superficie irregolare siano essi fra le montagne, nel bosco, in collina o nel deserto. Lungo i sentieri possono essere presenti anche dei tratti d’asfalto ma che, per regolamento, non possono superare il 20% della lunghezza totale. Questa specialità ha delle differenze molto forti se la paragoniamo alle corse da strada o all’atletica leggera. Queste caratteristiche riguardano sia il gesto meccanico che la preparazione fisica e gli allenamenti degli atleti.

Le distanze di questa disciplina variano da percorso a percorso. Solitamente sono comprese fra i 20 e i 40 km per il trail, ma possono anche superare di gran lunga la distanza della maratona (42 km) prendendo il nome di ultratrail.
Ciò che rende il trail davvero affascinante è la possibilità di muovere i propri passi in mezzo alla natura. Spesso chi si avvicina a questa disciplina ha dentro di sé il bisogno di allontanarsi dai sentieri asfaltati di una città immersa nello smog. Per chi ama sia la natura che la corsa, questo può essere il connubio perfetto. Inoltre quasi sempre il riferimento che si ha non è di tipo cronometrico, ma riguarda la posizione ottenuta fra i partecipanti. Questo aiuta a focalizzarsi sulle proprie sensazioni più che sul bisogno di stare al passo con le lancette di un orologio che scorrono.

Il trail running è aperto a tutti coloro che vogliono cimentarsi, ma è fortemente consigliato non arrivare impreparati all’appuntamento con i sentieri. Prima di correre delle gare sui percorsi sterrati infatti è necessario un allenamento costante e variegato per qualche mese e avere nel proprio background da runner qualche centinaio di chilometri (corsi sommando le proprie sessioni di allenamento).
Queste corse aiutano chi le compie sia ad incrementare le proprie capacità respiratorie, che a rinforzare i muscoli degli arti inferiori, la propria propriocettiva e l’equilibrio.

Avete mai preso una storta correndo per le vie della città o al parco dove il sentiero è pressoché regolare? Immaginate ciò che può accadere quando i chilometri vengono corsi su e giù per i boschi. Proprio per questo si possono svolgere delle sessioni di allenamento dedicate al rinforzo delle caviglie e dei muscoli del “core” (nucleo centrale del corpo) per rendere il proprio corpo compatto mentre si fanno delle trail running.
Quando sei lì, sul tuo sentiero, con il tuo zaino ci sono solo il silenzio e i tuoi piedi che ti portano avanti rispondendo agli imput della tua mente. E’ quindi importante allenare anche la componente mentale. Infatti la testa che fa circa il 60% del lavoro in questa disciplina, è lei che coordina i gesti e l’attitudine con cui si vive un trail. Corsa dopo corsa infatti si può allenare anche la propria capacità di sopportare la fatica, sia quella fisica che mentale.

Non sempre sono le gambe a cedere per prime.

Street workout in Paris
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