Correre è una delle attività più belle, ma capita spesso di far fatica a compiere il primo passo. Ecco qui delle tips per affrontare il tuo primo chilometro di corsa, senza farlo diventare un incubo.

Avevo appena finito di tenere la mia classe di Pilates del Giovedì quando ho sentito una ragazza parlare di quanto fosse difficile per lei riuscire a correre anche una sola volta. Non riesco a resistere, mi avvicino e le chiedo qualche informazione in più riguardo questa sua convinzione. Noto subito dalle sue parole che non è la motivazione ciò che le manca, infatti mi dice subito che vorrebbe, ma non riesce.

Se questa conversazione fosse avvenuta anche solo un anno fa avrei ritenuto impossibile questa sua affermazione. “Se c’è la volontà di fare una cosa la si fa” ho sempre pensato. Ora invece sono uscita da questa visione rigida dove tutto è o bianco o nero. Cerco di andare oltre, per capire, cosa c’è dietro questi blocchi che rendono lo sport una scelta difficile e quasi impossibile per qualcuno.
Mi sono quindi chiesta come mai, se la motivazione c’è e il fisico non crea impedimenti legati a infortuni o problematiche strutturali, quella ragazza non riesce a fare il suo primo chilometro di corsa.

La corsa è uno sport molto democratico, accetta tutti e non esclude nessuno.

Questa motivazione di per se’ potrebbe bastare per rendere questa attività degna di essere approfondita e coltivata da tutti.

“Ti ricordi la tua prima volta di corsa?”
Una volta che si comincia a correre con regolarità e si entra nel magico mondo del running, ci si dimentica delle emozioni, positive o negative, che ci hanno accompagnato prima, durante e dopo il nostro primo percorso di corsa. A chi non corre ancora, può capitare di sentirsi escluso da una crew. Perché è vero, i corridori formano una vera e propria “comunità”, che racchiude tutti i runners dell’universo e credetemi sono davvero tanti (anche se d’estate aumentano in maniera esponenziale). Per essere un runner del resto bastano un paio di scarpe (preferibilmente da corsa se volete evitare di dover ricorrere a un fisioterapista in breve tempo) e la voglia di mettersi in gioco. Si è un corridore a prescindere dal ritmo medio della propria corsa, dalla frequenza di allenamenti settimanali, o dai chilometri accumulati nella propria esperienza podistica.
Puoi correre anche solo una volta al mese e sarai comunque un runner.
Per essere un runner c’è una sola regola: correre.
Una delle frasi più celebri della Nike dice: “if you have a body, you are an athlete”.
E direi che non c’è frase più azzeccata da ripetersi nella mente per vincere la paura e il dubbio quando si vuole iniziare a praticare uno sport.

Ho pensato così di dare dei consigli a chi vuole iniziare a correre. In passato sono stati utili a molti dei runners che seguo. Soprattutto a Chiara, che al termine del suo primo chilometro mi ha giurato che no, non avrebbe mai più corso. Proprio ieri invece mi ha scritto un messaggio annunciandomi la sua nuova impresa: 12 chilometri di corsa in montagna.

Insomma.. potresti essere la prossima Chiara..
Ecco qualche suggerimento per sentirsi sulla giusta strada (una spintarella da dietro non guasta mai):

  • non porti obiettivi in termini di tempo (minuti) o spazio (chilometri): prendi e vai. Indossa il tuo paio di sneakers e inizia a correre subito. Pensa aa un posto in cui ti senti a tuo agio, raggiungilo e corri. Non controllare l’orologio e per queste prime volte prova a non affidarti alle classiche applicazioni per monitorare la tua traiettoria e i metri percorsi. Non ripeterti “devo arrivare almeno a dieci minuti, devo fare almeno un chilometro…” perchè questo è uno dei modi migliori per perdere la voglia di correre all’istante;
  • muovi tutti i passi che hai voglia di muovere ma non uno di più: mentre corri ascolta i tuoi piedi, il tuo cuore e la tua voglia di correre. Nel momento in cui senti di aver esaurito tutto quello che avevi da dare per questa sessione di allenamento fermati e sii soddisfatto di quello che hai fatto. Qualunque sia il numero di passi che hai corso, sono sicuramente di più di quelli che avresti corso se fossi rimasto in casa;
  • non infilarti un paio di cuffie, ascolta ciò che ti circonda: per sopportare la fatica delle prime corse molte persone consigliano di ricorrere alla musica. Tuttavia ricorrendo a questo escamotage si rischiano di perdere le sensazioni belle che la corsa ci regala. Prova a restare collegato al momento presente, ascolta ciò che ti circonda, a partire dal tuo respiro, per poi concentrarti sul rumore dei passi di chi corre accanto a te, dei clacson e dei tram, fino ad arrivare al tuo fiatone;
  • assapora questa esperienza totalmente nuova, prestando attenzione a ciò che cambia dentro di te: quante volte le persone dopo la loro prima corsa sono venute da me dicendomi “il mio cuore batteva velocissimo…” come a volermi comunicare che avevano sbagliato qualcosa. La mia risposta il più delle volte è stata semplicemente “wow”. Se il tuo cuore batte più veloce di quando cammini, o se ti ritrovai ad avere il fiatone, o a sudare, significa che sei umano anche tu. Mi sarei preoccupata del contrario. Monitorando questi comportamenti ti accorgerai anche di quanto velocemente stai migliorando;
  • sentiti libero di alternare qualche minuto di corsa alla camminata: l’unica regola che c’è nella corsa è che non esistono regole. Ci sono certamente diversi manuali che ti possono di spiegare come preparare delle gare o migliorare la tecnica di corsa, ma sarà difficile che in un libro leggiate che è vietato camminare. Se il tuo corpo ti sta chiedendo una pausa, non è detto che questo significhi che la tua sessione di corsa è finita. Spesso una breve pausa “attiva”, può consentirti di tenere i muscoli caldi, per riprendere il fiato, calmare la frequenza cardiaca e poi ricominciare a percorrere altri metri;
  • nessuno ti sta spiando, puoi fermarti quando vuoi: spesso soprattutto durante le nostre prima corse facciamo fatica a concludere una sessione a cuor leggero. Inconsciamente temiamo che qualcuno ci giudichi o ci guardi. Con l’esperienza, macinando chilometri dopo chilometri, ti accorgerai di quanto questa attività ti lasci totalmente carta bianca sul da farsi. Sei libero, ricordalo;
  • nel momento in cui smetti di correre guardati dietro, guarda la strada che hai percorso, invece che lo schermo del telefono o un orologio: è importate restare in contatto con ciò che avviene dentro di noi. Rendersi conto di quanto sia grandioso ciò che abbiamo appena fatto e sentirsi orgogliosi. Quel giorno abbiamo scelto di metterci in gioco, anche se nessuno ci obbligava e abbiamo vinto;
  • il tempo che ti sei dedicato correndo appartiene solo a te: anche se si corre in gruppo, quei minuti sono nostri. Abbiamo fatto qualcosa per noi, e non per qualcun altro. E’ importante riconoscere che c’è del sano egoismo nel prendersi cura del proprio corpo e della propria mente con una corsa;
  • concediti qualche minuto di stretching per ringraziare i tuoi muscoli di averti sorretto durante questa corsa: prima ancora di tornare a casa o di proiettarti con la mente a ciò che dovrai fare dopo, dedica qualche minuto a degli esercizi di allungamento muscolare. Mentre fai stretching concentrati sulle tue gambe, sui piedi, sulle spalle. Resta ad ascoltare in che modo si allungano, se la tensione che senti è simmetrica o se c’è qualche parte del tuo corpo che ti vuole comunicare del fastidio o della rigidità maggiore;
  • nessuno ti giudica: qualunque sia la tua velocità di corsa, nessuno ti giudicherà. L’unico giudice di te stesso sei proprio tu. Si sa che spesso siamo più rigidi con noi stessi di quanto non lo saremmo con gli altri. E’ importante non sentirsi addosso il timore del giudizio. Se hai qualche amico patito per la corsa e per il confronto fra i cronometri evita di comunicargli quanto veloce sei andato o quanti chilometri hai fatto. Così eliminerai alla base il rischio di incappare nel suo giudizio, che può portarti a sentirti in difetto e ad abbandonare questa attività.

Se anche tu hai deciso di iniziare a correre da poco o hai in mente di farlo, non aspettare. E se questi consigli possono aiutarti o darti forza non esitare a farmelo sapere.

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  1. […] è bene seguire delle linee guida pratiche per avventurarsi in questo mondo. Nell’articolo SOS: iniziare a correre, mi ero concentrata sull’aspetto psicologico e sulla gestione della fatica iniziale. Oggi, […]

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