Running, la passione che fa bene al corpo e alla mente

Correre è uno degli schemi motori di base che si apprendono da bambini. Durante l’infanzia non si può fare a meno della corsa, si corre dalla mamma, per scappare durante un gioco di gruppo o per rincorrere un pallone.

 

Successivamente con la scuola prima e con il lavoro poi, qualcuno si dimentica delle sensazioni di libertà che la corsa offre. La leggerezza che si prova correndo non è l’unico lato positivo, infatti oltre a tonificare il fisico, la corsa aiuta a combattere lo stress, a migliorare la capacità cardiocircolatoria e a rallentare l’invecchiamento. Insomma basterebbero questi motivi per uscire di casa ora e iniziare a correre.

Ormai correre non significa più solo muovere il proprio corpo. Quando si corre, pur non essendone consapevoli, si entra a far parte di una community mondiale che è in continua cresciuta. Alla maggior parte di voi sarà capitato di conoscere almeno una persona che, da quando ha iniziato a correre non ha più smesso, o magari quella persona siete proprio voi. Si può pensare che la corsa crei dipendenza e da un punto di vista pratico succede proprio questo. Se fino a dieci anni fa il running era scelto prevalentemente da chi amava stare all’aria aperta e fare fatica, ora è diventato una sfida condivisa da molte persone, che decidono di mettersi in gioco e di sfidare se stessi.

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Quali sono le motivazioni che hanno favorito la crescita esponenziale del numero di runners?
Innanzitutto il fatto che la corsa sia una delle attività più naturali, in quanto la si impara da bambini, contribuisce a riavvicinare le persone a questo sport. Inoltre la corsa è un’attività “low cost”, minimo costo, infatti bastano un paio di scarpe (adatte!) e una tuta per farlo.
Il secondo grande vantaggio è che si può correre sempre e ovunque. In qualunque città ci si trovi, ad ogni ora e a tutte le età, se non ci sono delle controindicazioni medico sanitarie, la corsa è una buona scelta. E’ uno sport che non va in vacanza, anzi persino d’estate può capitare di incontrare qualcuno che corre sul lungomare e soprattutto al mattino presto per evitare i disagi delle alte temperature. Chi corre non dorme fino a tardi, forse per via della sensazione che da’ correre quando tutto il resto ancora dorme e tace. La domenica mattina almeno un migliaio di runners si distribuiscono fra parchi, strade, montagne, e si muovono, il risultato di fatto è una fitta ragnatela.
Non esistono condizione meteo avverse, la pioggia, il vento, l’arrivo del caldo in primavera e addirittura la neve, sono opportunità per andare a fondo di questa passione. Il fatto che si possa fare in piena autonomia aiuta. Non c’è bisogno di segnarlo in agenda, di comunicarlo a qualcuno o di trovare dei compagni di squadra e un campo libero. Tuttavia, se lo si desidera, ci si può unire alle crew di runners, farlo con qualche amico, o affidarsi a un running coach.

Il dato relativo al numero di runners durante gli ultimi anni è aumentato in modo esponenziale. In Italia, secondo le ultime ricerche, la corsa viene praticata più o meno abitualmente da ben 6 milioni di persone, di cui il 55% sono uomini e il 45% donne. A fine 2015 si è registrato il massimo storico: 38.676 italiani hanno concluso almeno una maratona in corso d’anno e quasi un runners su due ha completato una maratona nella propria “vita da runner”.

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E’ interessante provare a capire cosa spinge le persone ad avvicinarsi alla corsa e quale è il motivo per cui non smettono. Come spesso accade la maggior parte della gente lo fa per cercare di migliorare il proprio aspetto estetico, stare in forma o potersi permettere qualche sgarro a tavola. Ultimamente però sono aumentati i corridori che hanno capito quanto correre faccia bene al cuore, alle articolazioni e contribuisca a prevenire diverse patologie, che quindi decidono di correre costantemente per rimanere in salute. Allo stesso tempo rimane un modo per divertirsi, fare amicizia e sfogarsi, cercando di abbassare i livelli di stress accumulati durante il giorno.

Quando si corre non si allenano solo i muscoli delle gambe. Si potrebbe pensare che il miglioramento della prestazione sia legato solamente alla muscolatura che si definisce gradualmente, ma non è così. La corsa va a stimolare tutti i muscoli del corpo e il cuore è quello più importante. Non ne possiamo controllare la contrazione, dato che è un muscolo autonomo, tuttavia, con un allenamento costante di tipo aerobico, possiamo migliorare la sua funzionalità. Diversi studi scientifici dimostrano come, grazie a un allenamento aerobico costante, il cuore modifichi sia la sua forma sia la sua capacità di pompare sangue in tutto l’organismo. Un cuore in cui si riscontrano queste modificazioni è detto “cuore d’atleta”. Il miglioramento tangibile è dato dalla variazione della frequenza cardiaca a riposo, cioè il numero di battiti al minuto, che varia a seconda dello stato di allenamento. Si modifica anche la frequenza cardiaca massima, cioè il numero massimo di contrazioni che il nostro cuore può compiere e che, a parità di età, raggiunge un picco più alto nel caso di un individuo sportivo. La corsa, se praticata con costanza, allena il nostro cuore a battere un numero minore di volte nell’arco della giornata e come qualcuno di voi saprà, l’animale che vive più a lungo è proprio quello con il minor numero di battiti al minuto: la tartaruga. Se non fosse ancora abbastanza, correndo diminuiamo il rischio di malattie cardiovascolari, ictus, infarti e trombosi. Direi che è un buon investimento per il futuro.

Già dai trenta anni di età, il tessuto muscolare e quello osseo tendono a diminuire la loro densità. E’ un processo naturale che possiamo rallentare con una pratica fisica costante. La corsa può essere il nostro alleato ideale poiché ci aiuta a mantenere un elevata percentuale di massa magra (ossa e muscoli), così da rallentare l’invecchiamento e i processi di osteoporosi. Mi capita spesso di sentire dire, soprattutto alle donne, che la corsa fa male per via dell’impatto a terra, deleterio per le ossa “fragili”. Questa è una falsa credenza, sappiate che avviene proprio il contrario. È proprio grazie ai continui impatti con il terreno (meglio una superficie sterrata o erbosa naturalmente) che vengono stimolati gli osteoblasti, le cellule ossee incaricate di formare nuovo tessuto osseo. Nei runners troveremo ossa più forti, protette da muscoli compatti, che permetteranno di camminare autonomamente anche con l’avanzare della vecchiaia.

Correre tutto l’anno, seguendo il ritmo delle stagioni, permette di aumentare le proprie difese immunitarie. D’inverno si sta spesso in ambienti chiusi dove microbi e virus si diffondono velocemente. Andare a fare una corsa al freddo o sotto la pioggia, permette di aumentare le risposte immunitarie agli stimoli esterni che bombardano il corpo, diminuendo il rischio di ammalarsi.

La dipendenza dalla corsa a cui accennavo sopra, è determinata soprattutto dal rilascio di endorfine. Correre rende felici, è una cosa che succede a livello ormonale, non potremmo evitare questo processo chimico neanche se volessimo. La corsa è da molti definita un antistress naturale poiché aiuta a controllare il livello d’ansia, contrastando la tristezza e l’affaticamento mentale. Non avere il fiatone quando si fanno le scale, non ammalarsi continuamente, l’equilibrio delle sostanze chimiche presenti nel corpo e quindi avere esami del sangue perfetti, vedersi meglio davanti allo specchio e sentirsi carichi di energie durante tutto il giorno, sono le premesse per evitare stress fisici e mentali. Insomma, correre contribuisce a mantenersi giovani, in salute e migliora l’umore quando la vita ci mette alla prova.

Quali italiani e quali corse?

Le corse più frequentate sono le mezze maratone, più delle 5 km e 10 km. E’ un fenomeno che non conosce divisioni di età: il 27% dei runner hanno fra i 25 e i 34 anni, il 25% fra i 35 e i 44, il 21% fra i 45 e i 54, e un dignitoso 8% di over 55. Inoltre per il 77% delle persone la corsa è l’attività sportiva primaria, attorno alla quale ruotano poi altri sport secondari. Insomma la corsa appassiona più della palestra, del calcetto o del pilates.

 

Ora non ti resta che provare a coltivare questa passione per vedere quali effetti ha sul tuo corpo e sulla tua mente. Se invece sei una di quelle persone che dice “tutto ma non la corsa”, ti invito a leggere questo articolo, chissà magari potrà esserti d’ispirazione.

Ci vediamo al parco, di corsa, naturalmente.