La mia storia tra atletica leggera e yoga

Ciò che sono lo devo in gran parte all’atletica leggera. Ho iniziato a praticare questo sport all’età di 8 anni per gioco, poi anno dopo anno è diventata parte integrante delle mie giornate. Uno sport agonistico, condiziona la vita della persona, sarebbe sciocco pensare il contrario.

L’atletica leggera

Inoltre, l’atletica leggera è uno sport individuale e nella mia specialità, i 400 metri ad ostacoli, il giudice principale è il cronometro. Gli allenamenti sono intensi e continui. Seppur si alternino settimane di scarico e settimane di carico, la fatica e il sacrificio sono quotidiani. Questo sport mi ha insegnato a fare sacrifici, a perseguire un obiettivo e soprattutto a indirizzare le mie energie in una direzione predefinita. La capacità di organizzare sia la giornata singola che il lungo periodo, è un altro degli strumenti che mi ha fornito l’atletica. Spesso le persone mi chiedono come faccio in 24 ore a fare così tante cose, la parola chiave è “organizzazione”.  Inoltre, vivere con un orologio al polso, ti rende estremamente puntuale e preciso nelle scadenze.

Tuttavia, il momento in cui ho imparato di più riguardo me stessa e i meccanismi della mia mente, sono stati i periodi in cui mi sono infortunata e quando ho perso un titolo italiano.

Ho imparato ad ascoltare il mio corpo, a recepirne i messaggi che mi inviava e ho smesso di trascurarlo. Ogni attività se praticata a livello agonistico, stressa organismo e mente. Articolazioni, muscoli e organi vengono sovraccaricati e ciò che ne consegue è uno stress mentale molto forte. È importante, soprattutto quando si è piccoli o in fase di sviluppo, imparare a trattare il corpo nel modo giusto.

Lo yoga ha cambiato la mia vita da atleta

Mi sono avvicinata alla pratica yoga nel 2013. Una fascite plantare mi impediva di correre, di praticare l’atletica leggera. Vicino a casa c’era una scuola di Ashtanga yoga e mi sono approcciata a questo mondo. Mi sentivo un piccolo pesce fuor d’acqua, eppure ogni volta che finivo la mia pratica, uscendo in strada riuscivo a percepire profumi che prima non sentivo. Il benessere continuo ha accompagnato la mia scoperta del mondo dello yoga. Una volta guarito il piede, ho continuato a praticare yoga in vari centri, ma in modo più saltuario. Fino a Maggio del 2016 quando dopo un inverno di lavori intesi e allenamenti estenuanti, al momento della prima gara il mio piede ha fatto “crack”. Spina calcaneare sotto al tallone, sei medici tra ortopedici e fisiatri e nessun segno di miglioramento per sette lunghissimi mesi.

Nei sette mesi di stop forzato, nello yoga ho ritrovato la capacità di ascoltare il mio corpo e la mia passione è cresciuta sempre di più fino alla decisione di fare un Teacher training di Vyniasa Yoga. La mia vita con il corso di formazione da insegnante è cambiata definitivamente. Sia come persona che come atleta.

Video Editor: Giulia Menegardo