Unconventional trainer, quando l’allenamento diventa stile di vita

Ho deciso di scrivere questo articolo per la sezione training workout per una ragione precisa. Adottare uno stile di vita sana è un vero e proprio allenamento, spesso più duro e intenso di una seduta in palestra o di un’ora di spinino. Però mentre lo scrivevo ho cambiato idea, perché in fin dei conti quello di cui sto per parlarvi è il modo in cui faccio il mio lavoro di personal trainer.

Tutti noi abbiamo uno stile di vita, che visto il momento storico in cui viviamo, deve conciliare le esigenze e i tempi quotidiani; o forse questo è quello che ci vogliamo raccontare. Bisogna uscire dagli automatismi e diventare consapevoli di come stiamo vivendo per fare quel “click” e cambiare.
CAMBIAMENTO.
Questa parola che spesso può spaventare, diventa un processo obbligato nel momento in cui realizziamo quanto e come il nostro modo di vivere, in realtà, ci stia togliendo più di quello che ci sta dando. Orari impossibili al lavoro, pranzi saltati o consumati di corsa, camminando da una parte all’altra della città, giorni, mesi, addirittura anni senza muovere un muscolo e senza consapevolezza del proprio respiro.          E poi BUM. Un giorno succede qualcosa, più o meno drammatico. Un semplice valore del sangue sballato, un video visto su youtube o una malattia che richiede del movimento, ed ecco che ha inizio la trasformazione. Dopo anni di inconsapevolezza e sordità alle richieste e ai bisogni del nostro corpo, decidiamo di cambiare.
“Vorrei ma non ho tempo”, “le palestre non mi piacciono”, “le ho provate tutte, ma lo sport non fa per me”. Ti basti sapere che al tuo corpo invece serve, sia per una questione di benessere, sia per la prevenzione di malattie o semplicemente ritardare il processo di invecchiamento. Siamo bravissimi a trovare scuse, quando c’è da far fatica, gettiamo la spugna ancor prima di provare.

In molti mi chiedono cosa faccio di preciso, che tipo di Personal Trainer sono. Ecco, forse questo articolo vi può chiarire le idee. Ciò che mi sta a cuore davvero, è che le persone scoprano sulla loro pelle e dentro il proprio corpo, quanto il movimento sia indispensabile tanto per la salute quanto per il benessere mentale. Le reazioni chimiche che avvengono in seguito a un’ora di corsa sono provate scientificamente e visto che gli esseri umani, a grandi linee, sono fisiologicamente simili, nessuno può scappare a questa legge. La corsa può non appassionare tutti, allora basterà cercare un’alternativa, quello sport, quell’attività, quella pratica adatto a te e che può aiutarti a vivere in uno stato di consapevolezza e di benessere maggiore.

beamazza_3

Per allenarsi, stare bene e ottenere risultati non serve chissà quale struttura, attrezzatura o abbigliamento. Basta la forza di volontà. Naturalmente se questa viene meno, la soluzione migliore allora è trovare un coach, una guida in realtà, che ti prenda per mano e ti accompagni nel percorso di cambiamento. Perché diciamocelo, le diete detox di un mese, così come le tre settimane di allenamenti full time, le hanno sperimentate in molti, ma poi ciò che segue è la frustrazione o l’abbandono improvviso. Questo accade perché ogni corpo è diverso dall’altro, non tanto fisiologicamente, quanto mentalmente, ed visto che è proprio la mente a fare il 90% del lavoro, se si stanca quella, è difficile che il corpo vada avanti da sola. Perciò un programma formulato ad hoc, qualcuno che monitori i cambiamenti, i progressi e i momenti di stop, è utile a chi vuole intraprendere questo percorso ed essere sicuro di non abbandonare un’altra volta, di non lasciare una via che sembra imprecorribile.

beamazza_2

Forse questa metafora potrà aiutarvi a capire meglio ciò che intendo. Avete deciso di percorrere la strada del cambiamento, così vi mettete in viaggio. Non sapendo cosa comporta il viaggio, riempite uno zaino con quello che secondo voi vi servirà. Però le vecchie abitudini restano con voi (giustamente) e così nel vostro bagaglio mettete anche ciò che è superfluo. Terminata la fase di preparazione, partite. Vi mettete in cammino senza sapere bene da che parte andare. Trovandovi dinanzi a una biforcazione, un sentiero sale rapido verso la vostra meta, l’altra strada sembra allontanarsi, scende e poi sale. A questo punto, non conoscendo la differenza tra le due vie, è probabile che finirete per scegliere il percorso che in apparenza sembra più sicuro e veloce. Il 90% delle persone che conosco ha optato per quella salita ripida che richiede un enorme dispendio di energie ma sembra così appetibile. Questa scelta però si rivela tutt’altro che semplice: meno chilometri ma tutti in salita, senza soste e sulle spalle uno zaino pesante.                        L’altra via invece, seppur più lunga, parte in discesa, permette al corpo di adattarsi alle prime modificazioni prima di salire. E’ più lunga ma graduale, permettendo, una volta arrivati in cima, di avere ancora voglia di camminare e forse così andrete ancora un più in alto. Una strada veloce, strenuante e faticosa, porta invece all’esaurimento, al bisogno di sedersi e di non muoversi più almeno per una settimana.

Io credo profondamente nel valore di quei chilometri in più ma utili al raggiungimento del fine. Accompagno le persone su quel sentiero, dopo aver svuotato gli zaini delle cattive abitudini e averli riempiti con determinazione e voglia di scoprire come sarà quella strada. Si viaggia meglio leggeri e una volta arrivati, qualcuno si meraviglia ma nessuno ha più dubbi su quale fosse il percorso da scegliere.

 

  • Non vedo l’ora. Aspetto di vedere il tuo nome fra l’elenco delle prenotazioni.

  • Varia “madame” B

    Non appena torno in forma prenoto una lezione dal tuo fantastico calendario! grazie ancora 🙂

  • Grazie, prova uno dei miei allenamenti quando potrai =)

  • Varia “madame” B

    Sempre la migliore