Meditazione: imparare a restare nel momento presente

Spesso quando si parla di meditazione, le persone pensano che sia qualcosa di religioso o un’attività riservata a una determinata cerchia di persone. La meditazione è accessibile a tutti.

 

Cosa è la meditazione?
Per attività meditativa si intende semplicemente la capacità di restare nel momento presente, distaccandosi dal chiacchierio continuo della nostra mente. E’ qualcosa di assolutamente soggettivo, infatti se chiediamo a due persone che meditano che cosa sia la meditazione, quasi sicuramente riceveremo due risposte differenti. Ogni individuo rende sua questa pratica scegliendo il metodo con cui raggiungere uno stato meditativo e il momento della giornata in cui farlo. Trattandosi di una pratica personale, ne deriveranno stati di benessere, durante e dopo, totalmente differenti. Ciò che accomuna i “mediatori”, è la possibilità di avere un’ancora a cui aggrapparsi, ovvero un luogo in cui rifugiarsi fatto di tranquillità e silenzio, che resta imperturbato anche quando gli eventi esterni mutano.

 “La meditazione è un rinvenire il centro del ciclone”

Quando intorno a noi regnano il caos, l’incertezza e l’insicurezza, quando si è sul punto di farsi travolgere dagli eventi, esiste un luogo interiore che resta sereno, nel quale rifugiarsi. Questo luogo va coltivato quotidianamente come fosse il nostro giardino. Se non innaffiamo i fiori per due giorni durante il caldo e la siccità questi non saranno più lucenti come prima e, a poco a poco, seccheranno.

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Mente e consapevolezza, due sinonimi o due contrari?
Queste due parole vengono spesso usate come sinonimi e qui possiamo riscontrare un primo nodo che crea confusione. E’ fondamentale, ai fini di inquadrare a 360° il significato di questa pratica, capire il significato profondo di queste due parole.
La mente è il complesso di elementi presenti in noi che sente, percepisce, desidera, ragiona. Erroneo pensare che questa sia l’unica facoltà in nostro possesso. La consapevolezza è la qualità dell’essere consapevoli. Non è qualcosa di immediato o che accade in modo automatico, va allenata. Così come si allena il corpo si può allenare la consapevolezza.
Le tecniche di meditazione permettono di accedere allo stato naturale dell’essere: la consapevolezza.

Cosa la meditazione non è?

Una tecnica per acquisire la pace della mente: la mente è un commentatore compulsivo e fastidioso, nonché una stacanovista: odia fare una pausa e lasciarci un attimo di pace. La pace è una qualità della consapevolezza e non della mente. Solo mettendo da parte la mente, prendendo le distanze da essa, possiamo provare uno stato di serenità.

Uno sforzo per addomesticare la mente: La parola sforzo sottintende una tensione e un impegno, queste caratteristiche non possono coesistere con la meditazione. Se capiamo come funziona la mente possiamo disidentificarci da essa. La mente naturalmente è necessaria per vivere la nostra quotidianità, sarebbe sciocco pensare di non averne bisogno. E’ importante accorgersi che ci sono dei momenti in cui possiamo permetterci il lusso di farne a meno e provare così una sensazione nuova. Immaginiamo che la mente sia come i vestiti. Durante il giorno mi vesto per andare a lavoro, ma quando rincaso e non ho più bisogno degli indumenti, posso spogliarmi. Come so di dover togliere i vestiti prima di infilarmi in doccia, così posso imparare a riconoscere quei momenti in cui è bene “staccare” la mente e immergermi nella consapevolezza.

• Focalizzarsi, concentrarsi o contemplare: la focalizzazione implica un restringimento della visione. Ti concentri su un oggetto e rinunci a tutti gli altri. La consapevolezza è inclusiva di ogni cosa, la coscienza è espansa. Il meditatore è consapevole, ma non di qualcosa in particolare.

Una fuga verso un’altra realtà: la meditazione non ti desensibilizza alla realtà, ma ti mette a contatto ancor più profondamente con il qui e ora. I sensi del meditatore sono più svegli e la consapevolezza aiuta a sintonizzarsi sulle sfumature di ogni sensazione ed esperienza. Da bambini eravamo capaci di essere presenti in ogni attività che svolgevamo. Crescendo abbiamo accumulato ricordi e sviluppato la capacità di pensare al futuro. Questa, nonostante sia una risorsa per certi versi molto utile, causa un calo della capacità di attenzione al momento presente e la conseguente tendenza a distrarsi ad ogni stimolo ricevuto. Il bambino infatti ha una mente più “pulita” rispetto all’adulto, non è ancora stato rivestito di obblighi, doveri, convinzioni e dottrine, causate dal condizionamento familiare, scolastico e sociale.
La capacità del bambino di essere immerso nel suo presente, non è frutto di una consapevolezza conquistata, mentre quella dell’adulto, che impara ad essere consapevole, lo è. Per questo prende la forma e le sembianze di una prima conquista che apre la possibilità di nuovi scenari.

• Un lavoro molto serio: la meditazione può svilupparsi solo in un ambiente sereno e in un’atmosfera rilassata. La serietà al contrario è cibo per l’ego. Essa nutre la sensazione di star facendo qualcosa di importante. Questi atteggiamenti sono in antitesi con la meditazione. Il silenzio, la centratura, la tranquillità non sono tentativi di dare sostanza al proprio io ma di smascherare la falsità di un sé che è separato dal mondo esterno e vive la sua realtà in modo sempre distaccato dal suo corpo. Basti pensare a tutte le azioni che compiamo in modo automatico, senza sentire realmente i messaggi che il nostro corpo ci invia in quei momenti.

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Perchè è così difficile staccare la mente?
L’abitudine alla mente è forte. E’ come un mp3 nelle orecchie che trasmette senza sosta musica e parole, per il quale non riusciamo a trovare il tasto off. Più siamo intrappolati in questa realtà, meno ci rendiamo conto di quello che sta avvenendo e nemmeno pensiamo che possa esserci un’alternativa.
Durante qualunque attività della nostra giornata, anche mentre leggi queste parole, puoi renderti conto di quanto la mente continui a chiacchierare e a echeggiare dentro di te. In questi tre minuti puoi aver pensato alla lista della spesa, a ciò che dovrai fare oggi, a come hai trascorso la serata di ieri, a quello che vorresti… Insomma anche vivere nel momento presente una semplice lettura, può rivelare diversi gradi di difficoltà.

Prova a guardarti intorno: sembra impossibile vedere una cosa per quello che è. Guarda fuori dalla finestra, ti accorgerai che è difficilissimo guardare la giornata per quello che è. Subito subentra un giudizio dentro di te: piove, fa freddo, c’è il sole e molti altri. Non ci limitiamo più, come da bambini, a registrare un’informazione; ora forniamo un commento, un’analisi, un’interpretazione. La capacità di essere consapevoli può anche essere conosciuta come l’essere semplicemente testimoni. Imparare a essere come uno specchio, può essere un buon esercizio. Se davanti a uno specchio c’è un’avvocato o un ladro, lo specchio si limita a restituirne il riflesso, un’immagine priva di giudizio. Perciò, se fuori piove e in quelle gocce tu vedi un limite o un problema, accorgiti che è la tua mente che sta creando il nodo.

“Restando un testimone sperimenti la realtà non attraverso un vetro opaco, il fumo dei pensieri o dei sentimenti, ma direttamente”.

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Senza saperlo ci sei già stato
Può essere che tu sia già stato in uno stato di meditazione ma non sai di essere passato per quel posto sicuro, nel momento in cui eri un tutt’uno con ciò che ti circondava. Questo stato spontaneo di meditazione può accadere andando in bici, suonando il pianoforte, correndo, dipingendo, facendo giardinaggio o facendo l’amore. La meditazione è uno stato naturale e quasi certamente lo si è assaporato almeno una volta nella vita. Quest’arte non è un qualcosa da imparare, ma un ritorno consapevole a uno stato che esiste dentro ognuno di noi.